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CHI SIAMO

La nostra lega di Fantacalcio è il frutto della volontà di vari amici che, dopo aver iniziato a praticare questa oramai sacra disciplina tra i banchi di scuola, hanno voluto continuare a farlo anche in seguito. E lo faranno ancora a lungo: il fascino di questo gioco, “il più bello del mondo dopo il calcio”, non svanisce con l’età, perché è così divertente e allo stesso tempo semplice nelle regole e nella pratica.Bastano davvero pochi ingredienti: passione per il calcio, un pò di fiuto, carta e penna. Spesso anche una calcolatrice, ultimamente sempre più spesso sostituita da un foglio di excel. Negli anni infatti anche da noi, come in tutte le altre leghe sparse per l’Italia, la presenza della tecnologia è cresciuta: nelle aste i quaderni sono stati sostituiti da portatili e tablet, non si compra più la Gazza al martedì (come si faceva per vedere gli assist) ma si consulta tutto su internet e si pubblicano i dati sul sito. Quello che non cambia mai è la voglia di cimentarsi ancora una volta a improvvisarsi allenatori o anche presidenti, visto che si devono razionalizzare le risorse a disposizione senza sforare il budget (e sì, perché qui non c’è nessuna banca che ti dà le fideiussioni…). A differenza della Serie A le risorse sono uguali per tutti e ciò fa sì che tutte le compagini partano allo stesso piano senza alcun gap tra l’una e l’altra. A fare la differenza saranno l’abilità e l’intuito nello scegliere i giocatori durante l’asta (il grande ed appagante momento collettivo) e nella loro gestione lungo tutto l’arco della stagione (rituale strettamente individuale, con la solitudine dell’allenatore immerso tra i suoi dubbi e le sue certezze nello stilare la formazione per la domenica).Il vero grande segreto del successo del gioco è che realizza il sogno di ogni appassionato di calcio: quello di costruire la propria squadra virtuale acquistando i propri giocatori preferiti, a prescindere da dove giochino nella Serie A reale. E sì, perché, come tutti i giocatori di Fantacalcio sanno, la magia del gioco è anche quella di far sì che si finisca per tifare per giocatori-bandiera di squadre odiate da sempre. Oppure finisce che ci si arrabbia maggiormente per il proprio fantateam che per la propria squadra del cuore. Capita così che un tifoso bianconero arrivi a sperare che il proprio giocatore schierato contro la Juve gliene faccia almeno uno a Buffon. Assurdo, ma è così. Ogni riferimento a chi scrive queste righe è assolutamente non casuale.Ma cosa spinge degli amici a creare una lega quando numerosi siti internet e i principali giornali non solo sportivi danno la possibilità di partecipare a mega tornei con grossi premi e con la possibilità di essere pubblicati tra i vincitori nella rete e sulla carta stampata, sfidando praticamente l’Italia intera? Il fatto è che queste sono competizioni impersonali, mentre tra amici c’è la possibilità di assaporare il gusto della sfida secca, del confrontarsi con un avversario diretto, che oltretutto si conosce bene, con conseguenti sfottò e recriminazioni.Con orgoglio si deve sottolineare che nella nostra lega il grado di competitività dei mister è elevato; insomma è difficile rifilarsi bidoni l’un l’altro. Magari a scuola potevi trovare il compagno di classe che giocava per la compagnia, ma che era totalmente ignaro dei trucchetti del mestiere: ad esempio si comprava il giocatore della nazionale che però non segnava mai e non sapeva che un centrocampista poco reclamizzato di una squadra di fascia medio bassa dall’assist facile e dalle buone medie vale altrettanto, se non di più. Da noi i polli non ci sono, giusto qualche invaghimento di troppo per qualche idolo più o meno meritevole (ad esempio nel passato per uno dai grossi denti).Dunque veniamo ora concretamente alla nostra storia: all’alba della Serie A 2001-02 Ivan Ala, Luca Giuliano, Andrea Tacchini e Alessandro Toma danno vita al primo torneo. Nel 2002-03 si aggiungono definitivamente Fausto e Jacopo Suppo; dalla stagione successiva si insedia Maurizio Pollone. Nel corso degli anni il nodo critico è stato l’ottavo elemento, sempre ballerino. Nel tempo si sono alternati vari prodi fantallenatori, che abbiamo il piacere di ricordare: Matteo Calonghi, Alex Ortolani, Giovanni Amprimo, Roberto “Rocco” Rey e, soprattutto, il prode Stefano Valfrè che ha ricoperto il ruolo in più periodi. La pesante eredità di Stefano è stata dal 2010 affidata per un paio d'anni alla brillante co-gestione di RO.MA., cioè la squadra allenata dalle due giovani promesse Roberto Calarco e Marco Ariotti (meglio conosciuti come "i Bimbi"). La stagione 2012/13 è invece stata una sorta di anno zero per la nostra lega; infatti grazie alle forti richieste dei fans e degli addetti ai lavori si è deciso di compiere il grande passo, allargando la rosa dei fantallenatori. Al termine di un parto travagliato si è optato di comune accordo per un grande campionato a 10 squadre. Tutto ciò in seguito al divorzio consensuale di Roberto e Marco, d'ora in avanti pronti a gareggiare ognuno col proprio team individuale, e all'ingresso di ben due nuovi tecnici provenienti da altri lidi: Michele Pastore e Luca Granzieri. A completare il quadro la sorpresa PI.LU., inedita compagine frutto della fusione delle gloriose società capitanate da Andrea Pitu Tacchini e da Luca Giuliano. Un improvvisato rapporto di collaborazione annuale frutto della magnaminità e della generosità del primo in favore del secondo allenatore, protagonista questi di alcune vicissitudini che ne avevano messo in serio rischio l'iscrizione al torneo. Un connubio che si rivelerà fruttuoso a fine anno con la clamorosa conquista del titolo, sottraendo l'ambita coppa a Fausto che la deteneva da ben quattro anni. Il FantaCondove 2013/14, che ha visto nuovamente trionfare Fausto al fotofinish, ha confermato la rosa a dieci squadre in virtù della scissione del fortunato sodalizio PI.LU. e per effetto del contestuale abbandono del pur bravo Luca Gr, un tecnico inesperto e vittima delle logorante vita del fantallenatore. La stagione 2014/15 registra la brutta notizia della mancata iscrizione del membro storico Maurizio. Un duro colpo sia dal punto di vista tecnico ma soprattutto umano. Il sostituto non poteva che essere un coach esperto. Il suo nome è Marco Perotto, navigato fantallenatore che vanta un ottimo curriculum in altre leghe . Veniamo ora alla stagione corrente che segna l'addio d un altro membro storico quale Jacopo, costretto a ritirarsi per impegni politico-isituzionali. Il popolare vicesindaco condovese nonchè esponente del PD ha rinunciato al fantacalcio per il bene del Paese. In sostituzione una nuova cogestione formata da Roberto De Nicolò e Gianluigi Mannarino, la Giarro.Così, dopo una meritata pausa dopo le fatiche della fantastagione appena trascorsa, ogni anno a fine agosto sale la febbre per quella serata da leoni che è l’asta del Fantacalcio, probabilmente il momento più bello, emozionante, stancante nonché decisivo di tutto il gioco. La serata sarà lunga e impegnativa, almeno 4-5 ore con otto fantallenatori in lizza. Se si smarrisce la lucidità, si sbaglia strategia perdendo giocatori chiave o finendo per acquistare calciatori di cui non si è del tutto convinti. Se si fallisce, ci si pente per tutta la stagione. Come nel calcio vero, l’allenatore può essere bravo finché vuole nel gestire il materiale tecnico su cui può contare, ma, se il livello degli elementi a disposizione non è eccelso, oltre un certo limite non si potrà andare: lo stesso vale per il fantallenatore.Innanzitutto per individuare una data consona per il grande evento, bisogna sempre incastrare gli impegni di ognuno: chi è ancora in vacanza, chi quella sera è al lavoro, chi ha gli allenamenti di pallavolo, chi ha la monoclueosi… sino a quando, dopo mille spostamenti, si trova il giorno che va bene a tutti. Come tutti i giocatori di Fantacalcio sanno, il massimo è fare l’asta ai nastri di partenza della Serie A, ovvero prima della giornata iniziale , quando ci sono solo le indicazioni del precampionato, quelle del mercato, nonché le statistiche degli anni precedenti. Le impressioni della prima giornata sono sempre delle mine vaganti, possono essere rivelatrici oppure travianti.Questo perché a comprare gli Higuain, i Di Natale, gli Icardi, pagandoli il dovuto, di solito non si rischia, ma poi bisogna avere fiuto nello scovare le sorprese stagionali, con il rischio di prendersi delle sole clamorose (soprattutto con i nuovi stranieri dai nomi esotici…). L’abilità sta nel centrare le rivelazioni, come i bomber di provincia; magari quello di una neopromossa, che si erge inaspettato protagonista della classifica marcatori. O il difensore che proprio quell’anno si rivela insospettato goleador. Il massimo è quando becchi uno stopper o un terzino che si mette a battere i rigori… quelle sono grandi soddisfazioni, sensazioni difficili da spiegare a chi non pratichi questo gioco. Come detto, l’altro lato della medaglia sono i bidoni, cioè presunte stelle pagate fior di milioni di euro (veri) dai presidenti della Serie A, salvo poi rivelarsi dei fenomeni parastatali di gialappiana memoria.Di aste oramai ne abbiamo fatte tante (comprese quelle autunnali e primaverili di riparazione) e ci si diverte sempre molto, dato anche l’elevato tasso di cazzate sparate durante tutto l’arco della serata. Il rischio è quello di ridere troppo e perdere il sangue freddo indispensabile per uscirne vivi (nel senso di soddisfatti e competitivi). Specie se a battere i giocatori c'è il battitore d'asta ufficiale Matteo Grosso, con il suo impareggiabile stile e la non convenzionale pronuncia dei nomi.Ogni anno, tra birra e patatine, c’è il solito rituale con le consuete scene che si ripetono. Abbiamo Ivan che, quando il Toro è in serie A, proprio non resiste e qualche cuore granata se lo compra, salvo poi pentirsene. Si segnala Fausto che, se durante l’asta si segna il nome del giocatore sul proprio taccuino, non accetta più altri rialzi perché “oramai l’ho scritto”. Immancabili, e ormai sempre più attesi, le freddure e i giochi di parole di Alex sui nomi dei calciatori. Ci sono le proverbiali sbornie di Luca per i fantasisti e quella storica e oramai davvero leggendaria, nonché un po’ più difficile da spiegare, per Comandini. L’abilità di quel volpone di Andrea, che bluffa e che ti alza il prezzo del giocatore che ti interessa. Come avrete capito, a differenza di altre leghe noi non battiamo l’offerta libera chiamando i giocatori a prescindere dal ruolo. In rigoroso ordine alfabetico si parte , dai portieri, poi i difensori, poi i centrocampisti e dulcis in fundo, croce e delizia, i punteros. Quindi devi farti tutti i calcoli quando fai le offerte per evitare di rimanere con poche risorse quando verranno chiamati gli attaccanti, il tutto ovviamente monitorando la situazione dei miliardi (noi siamo nostalgici e siam rimasti a quell’unità di misura) che rimangono ai rivali. Diciamocelo chiaramente: avere giocatori competitivi in tutti ruoli, specie centrocampisti dal gol facile, è assolutamente importante ed è quello che fa la differenza con squadre di pari o inferiore potenziale offensivo… ma, per l’appunto, se non imbrocchi degli attaccanti prolifici, non vai proprio da nessuna parte. Perciò, quando si battono i giocatori nei ruoli precedenti, occorrono assoluta calma e una grande razionalità con una mano sul cuore e l’altra sul portafoglio. Rischi di perdere la testa per un tuo pupillo e rimanere a secco di pecunie per i bomber. Davvero poi ti penti per tutto il campionato.Infine è inutile negarlo, citando il grande Charlie Firpo (alias Bud Spencer) in “Pari e dispari”, c’è un’ulteriore e decisiva variante, il fattore Q- F (quoziente-fortuna). Andatelo a chiedere a Stefano Valfrè con la sua cronica sfiga, che lo ha portato ad avere quasi ogni anno la difesa più battuta del torneo (la statistica voleva che, se eri contro di lui, un paio di gol di solito li facevi…ci mancherei per sempre caro Stefano!).Dopo l’asta si attende con trepidazione la prima giornata di scontri e, voilà, si parte. Da lì fino a giugno ci si esalterà per le prodezze dei propri beniamini, quando si azzeccherà il ballottaggio giusto oppure quando insperatamente subentrerà il vostro panchinaro che mai aveva segnato e proprio quella domenica realizza la doppietta, o quando il vostro portiere parerà il rigore prendendo il bonus… ma ci si arrabbierà quando si perderanno gli scontri per mezzo punto, quando vi farà la tripletta l’attaccante che avevate messo in panchina, per il quale siete stati in dubbio fino all’ultimo, attanagliandovi sulla possibilità o meno di schierarlo, quando oltretutto magari il titolare scelto si sarà fatto espellere etc… etc... Gioie e dolori di ogni fantallenatore.Questo è davvero tutto, speriamo che il sito piaccia anche ai casuali avventori e, parafrasando l'indimenticato Maurizio Mosca, buon fantacampionato a tutti!

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